Quest’agosto mi sono preso un attimo di pausa dai grandi giri, dalle vette dolomitiche, dai progetti in generale. L’unica uscita prevista per SoloilVento (al Corno di Cavento, 3.400mt) è stata rinviata per maltempo ai primi di settembre. Ne ho approfittato per godermi la famiglia. Non perché solitamente io non ci stia – anzi direi proprio, e tranquillamente, il contrario – ma perché i “cuccioli” sono finalmente entrati nell’età dei “percorsi da grandi“, come dicono loro, quelli che in teoria se li camminano tutti mentre in pratica poi noi ci inventiamo qualsiasi cosa per farli procedere di cento metri in cento metri; ma alla fine ci si arriva 🙂 E’ stato bello girare per sentieri tutti insieme, loro sui nostri passi e noi sui loro. Siamo poi stati anche con molti altri bambini e ragazzi perché a Madonna di Campiglio, mia base operativa in montagna dove trascorro molta parte del tempo, Luca e Pietro da quest’anno fanno parte di una scuola molto speciale (Sport Elite School) ovvero un’organizzazione multisport che, avendo tra le fila validissime guide alpine, allenatori di sci, istruttori di mtb, propone d’estate un programma molto intelligente che definirei quasi una Junior Mountain School. Attraverso questo programma, snocciolato nell’arco di due mesi e mezzo, composto da attività che vanno dallo junior bouldering alle ferrate più semplici, dalla semplice attività ludico-motoria alle gite serali nei rifugi, dalla palestra di roccia classica fino ai giri in mountain bike, si insegna ai giovanissimi ad approcciare e vivere la montagna sotto ogni suo aspetto (a portata delle rispettive età) ma soprattutto a conoscerla e a rapportarsi con essa nel modo corretto. Questa formula viene poi riproposta in veste invernale con gli stessi criteri. Vista l’occasione ho quindi seguito passo passo, fotografandole una per una, tutte queste attività. E’ stato veramente molto bello e istruttivo anche per me vedere come i ragazzi rispondessero alle sollecitazioni e agli insegnamenti dei maestri, delle guide, degli accompagnatori. Ancor di più vedere come si appassionassero sia alle attività che all’ambiente nelle quali venivano svolte. E infine come, quando capitava, fossero loro stessi a far presente a noi (quando ce ne dimenticavamo) i giusti atteggiamenti da assumere. Esperienza molto, molto costruttiva ed emozionante. Esperienza che, una volta di più, ha contribuito a rafforzare il mio pensiero che da sempre ho nel cuore e nell’anima e che, grazie alle mie fotografie, posso provare a raccontare con più voce e che spero possa arrivare a molta più gente: “La Montagna va conosciuta, rispettata, amata. Ma va anche salvaguardata e conservata, con determinazione, giudizio e attenzione. Per noi, ma soprattutto per tutti coloro che verranno. Pensiamoci, se possibile, sempre“. A prestissimo! Con rinnovata amicizia, Alberto Bregani 😉
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grande…. stupenda foto, come tutte!