Come ho già avuto modo di dire qualche giorno fa ritrovarmi oggetto di studio per una tesi di laurea sul paesaggio in biancoenero per l’Accademia di Belle Arti di Bologna mi ha fatto un po’ effetto. Leggere l’indice della tesi e vedermi incluso in una short list insieme a tre Maestri della fotografia di paesaggio come Adams, Sella e Weston mi ha emozionato non poco. Ben volentieri ho accettato la richiesta di Elena (la studentessa), avallata dal relatore, di farmi “analizzare” e intervistare sui temi che potrete leggere nel pdf qui sotto allegato. Questa intervista è stata fatta nel febbraio di quest’anno ( tesi poi discussa il 18 luglio, voto 108 – btw) ma le mie considerazioni rimangono valide anche oggi. Fatemi solo dire che di tutto ciò ne vado un pochino orgoglioso. Essere motivo di studio è una cosa che mi fornisce nuove energie per proseguire sulla strada intrapresa, non facile certamente per il profondo studio che comporta e per la concentrazione da mantenere sul metodo scelto: una macchina una lente una pellicola e stop, a tutto vantaggio della composizione, del sentire ciò che mi circonda quando sono in giro per Montagne, della storia e del racconto. Una strada che nel tempo porta però a risultati dei quali essere felici.
L’intervista è una specie di camminata dentro il mio percorso fotografico di questi anni; il perchè dell’utilizzo del b/n, la descrizione del mio modo di fotografare, il mio pensiero su pellicola vs digitale, alcuni consigli su come pensare in biancoenero, l’aiuto che gli studi e i testi filosofici (rispolverati in questi anni con grande soddisfazione) mi hanno dato nella capacità di interpretare il paesaggio e altre cose che scoprirete da voi. Vi chiedo la cortesia di tenere presente l’ambito nel quale sono state date le risposte ovvero risposte certamente serie e puntuali ma molto e molto di più ci sarebbe (stato) da dire e approfondire. Però non potevo scrivere una tesi nella tesi facendo la figura dell’invadente 🙂 Resta il fatto che tutte le cose scritte nelle risposte sono esattamente il mio pensiero, lunghe o corte che siano. Beh, that’s it. Queste le domande, queste le risposte. Buona lettura e ancora grazie Elena. Che la luce sia con te!
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Ho letto con molta attenzione la Tua intervista. A mio modesto parere (da non addetto ai lavori ma da semplice fotoamatore) è straordinaria.
Approfitto di quest’occasione per rinnovarTi nuovamente la mia stima. Ciao.
“Fotografare il paesaggio è entrare in sintonia con esso. Uno scatto: pausa. Poi silenzio, pensiero, rifessione, analisi, composizione: E ancora attesa. E magari rinuncia. La foto non c’è? Non c’è.” Bella questa riflessione … mi fa capire come l’uomo (in questo caso il fotografo) deve essere “immerso” nella natura che lo circonda …. e proprio per questo, credo, le tue foto riescono a colpirmi così tanto, perchè “sei nelle foto” anche se non appari in esse.
Grazie Daniela, buffa questa cosa. Senza saperlo e neanche poterlo prevedere – nè io nè te – hai anticipato una considerazione presente in un post che avrei scritto qualche giorno dopo ovvero “la bellezza in fotografia” relativamente a uno scritto di Robert Adams su “verità e paesaggio”: Se ci dai una letta ritroverai la frase che ha chiuso il tuo commento. Non posso esserne che contento:-) Un caro saluto! Alberto
bel blog! complimenti! ti seguirò!!
Grazie, che gentile. Un salutone 🙂 Alberto
Figurati ! Te lo meriti! Continua così!!