
… e allora mi sono detto: qui lo sguardo merita di più. Questi luoghi, questi spazi vanno (e possono essere) raccontati anche attraverso fotografie di maggior respiro. Esatto: respiro. Un paesaggio che quando lo vedi dentro il mirino puoi inspirare a fondo mentre spazi con l’occhio da una parte all’altra dell’inquadratura certo che alla fine, quando lo avrai contemplato tutto, questo respiro non rimanga a metà e potrai esserne sazio. Così, ho fatto un po’ più di posto nello zaino e, a pochi giorni dall’inizio del progetto SoloilVento, oltre alla mia fidata Fuji GS690III 6×9 ho aggiunto una splendida Linhof Technorama PCII 612 con un superba ottica che risponde al nome di Schneider 58/5.6 XL MC , gentilmente fornita dal mio amico Sandro Vidi con il quale condivido una parte del “parco macchine analogico” ovvero le macchine dai formati speciali della quale la Linhof 6×12 fa parte .
Com’è fotografare con una seiperdodoci? Sorvolando sulla tecnica, esposizione, filtri etc che rimando ad altro et futuro post, diciamo che per uno come me, il cui standard per anni è stato ed è il 6×6 quadrato magico, già passare a un progetto 6×9 è stato un bell’impegno. L’occhio vaga in modo diverso dentro lo spazio, il “punch” (ovvero il cazzotto, che io ho più dinamicamente sostituito con il Punctum – e non me ne voglia Barthes – ) viene costruito in modo completamente diverso essendo la scena più dilatata rispetto a un quadrato, che è invece più condensato, più diretto, più stilisticamente e rigorosamente ordinato, almeno per quanto riguarda la fotografia di montagna. Mi sono, in sintesi, ricostruito sia l’occhio che il modo di scrivere; mi pare che finora non mi sia comportato tanto male. Le fotografie hanno la loro consistenza, i racconti rendono (restituiscono) quello che devono rendere, i commenti e i pareri mi soddisfano ( specialmente quelli del committente .. 🙂 Ma ciò che conta, senza voler togliere nulla a nessuno, il primo ad essere soddisfatto sono e devo essere io. Senza questa condizione non potrei essere “confident” durante le sessioni e mi porrei sempre dei grandi dubbi, cosa assolutamente non positiva quando la concentrazione deve invece essere al 100% sulla storia da raccontare e, quindi, sull’ispirazione
Il 6×12, dicevo… Formato strepitoso, fantastico. invitante, intrigante. Ma formato che spaventa. Formato che induce all’errore ovvero all’ingordigia fotografica in quanto lo spazio disponibile è veramente molto e si tende ad includere naturalmente tutto ciò che si può. Ma, al solito, anche in questo caso mi viene in aiuto la frasettina che porto sempre con me ovvero “less is more” e, dunque, nella fotografia di paesaggio ( qualsiasi tipo di paesaggio, montagna, campagna…) ritengo che si debba pensare a togliere più che “portare dentro”. Questa la linea che ho seguito e sto seguendo per le (poche) pano che sto realizzando per SoloilVento: un tema centrale ( centrale come importanza, non come posizione nella foto…) e una serie di “accessori” che vadano a supportarlo o, a seconda, valorizzarlo. O, perché no, il nulla assoluto intorno ove necessario. Certo, può succedere che in una classica panoramica il soggetto possa essere unico e così totalizzante da riempire da solo il formato ( es. foto Gruppo Presanella). Ma in linea generale il percorso è quello appena indicato. Io non so se abbia reso l’idea, ma quando la mia composizione è conclusa è come se il diapason naturale che ho dentro iniziasse a vibrare e a darmi lo “stop, ok, questa è ok..bene così…fermati, scatta” . Alla fine poi is the same old story: diecimila tecniche, mille post, cento libri.. ma ciò che conta è la vostra capacità di vedere e sentire. Solo dopo, nel caso, trasferire dentro il mirino etc etc
In sintesi: il 6×12 è un bellissimo formato che in certe situazioni può darti quel po’ di più che veramente senti mancarti quando scatti con il 6×7 o il 6×9. Ma va usato con attenzione e moderazione: attenzione ovvero senza abbuffarsi di cose da inserire solo perchè ne abbiamo la possibilità e moderazione ovvero solo quando veramente ne vale la pena. La soddisfazione sarà al “tooop” e avrete certamente realizzato delle foto da “sciooognooo” :-)) Un caro saluto e a prestissimo. Vi aspetto come al solito in questo periodo nel blog di SoloilVento che è nella sua piena fase di realizzazione. CIAO!!
Le fotografie qui presenti ( cliccale x ingrandire)
1) Gruppo Presanella e oltre – Settore Nord
2) Laghetto della Cavallazza – Passo Rolle
3) Dente Austriaco – Pasubio
4) Grande Guerra area Tognazza (riparo) – Passo Rolle
NOTA IMPORTANTE
Tutte le fotografie presenti in questo post “Seiperdodici: what a show!” fanno parte del progetto SOLO IL VENTO e sono ©Alberto Bregani ( l’Autore). Il progetto SoloilVento è commissionato all’Autore dalla Provincia Autonoma di Trento in relazione alle celebrazioni 2014 dei cento anni dall’inizio della Grande Guerra in Trentino. Si fa dunque presente che di tali fotografie è vietato qualsiasi utilizzo a scopo commerciale o per iniziative promozionali ai fini commerciali. Per altri utilizzi contattare l’Autore.
Buongiorno Alberto, da diversi anni fotografo con il 6×12 in montagna e lo trovo un formato molto bello, in qualche caso difficile da riempire. Io lo uso alternato al 6×6 però è dura lasciare a casa una 6×12 Linhof.
🙂 heheh verissimo. Ciao!